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Scritto da administrator | mercoledì, 20 aprile, 2016


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Il punto sulla stagione del Brescia

Di solito si dice dalle stelle alle stalle, ma anche “troppo bello per essere vero” può bastare.
Il Brescia con una disastrosa cavalcata primaverile rischia di compromettere tutto il buon lavoro prodotto da settembre ad oggi. Le giornate senza vittoria sono ormai cinque, sei invece le lunghezze che separano le Rondinelle dalla zona play off.
Una follia, se si pensa che meno di un paio di mesi fa il vantaggio sull’ottava era di cinque punti.
Il calo biancoazzurro è trasversale e non risparmia nessuno: Boscaglia, lo staff, i giocatori. La squadra vista in campo nelle ultime uscite è vicinissima parente dell’organico della vergognosa retrocessione 2014/2015, interpreti diversi ma stessa sostanza.
Il gioco espresso è lento, macchinoso, inefficace, gente che si trascina per il campo seguendo l’azione da spettatore, la reazione d’orgoglio che arriva troppo tardi (vedasi il match col Perugia).
Siamo passati da una tavola imbandita a una pasta in bianco da mensa dell’ospedale. La condizione atletica della rosa è da bollino rosso: chiedere novanta di intensità può sembrare eccessivo, ma almeno un’ora di corsa, appoggiandosi anche sui cambi, dovrebbe essere il minimo per chi vanta la rosa più giovane della Serie B; evidentemente qualcosa in fase di preparazione fisica è stato tralasciato.
Il mister, dal canto suo, non riesce a trovare il bandolo della matassa; anche provando a lavorare sulla tattica e sui nomi della formazione titolare il (triste) responso sembra essere uno solo: la benzina è finita. E la benzina di questa squadra erano la corsa, la voglia, l’entusiasmo dei giocatori giovani e l’esperienza dei senatori.
Niente, encefalogramma piatto.
L’asfaltata in terra sarda subita sabato scorso ha avuto la salutare conseguenza di mettere tutti quanti di fronte alle proprie responsabilità: va bene i giovani, va bene l’obiettivo minimo già in fienile, va bene tutto. Però c’è modo e modo di perdere contro una corazzata, e prenderne sei forse non è quello migliore, se non altro per onorare i 130 che si sono presi il giorno di ferie per venire a tifare.
Ci costa molto ammettere un errore di valutazione, ma forse i playoff non sono più alla portata del Brescia. Noi ci auguriamo ovviamente il contrario, memori dei fasti dei mesi scorsi e soprattutto consapevoli di avere giocatori validi, un mister di livello e una tifoseria finalmente riaccesa dopo stagioni intere di stadi vuoti. Oltre al sacrosanto e inflazionatissimo adagio secondo cui “in serie B contano più la corsa e gli attributi della tecnica”, mentre questi due latitano sarebbe saggio operare qualche mossa tattica per evitare, ad esempio, di prendere gol su palla alta ogni partita o per iniziare a coinvolgere anche gli esterni nella fase di non possesso.
Sono ovviamente spunti, Boscaglia e lo staff non sono sprovveduti e sanno dove e come intervenire. Nel frattempo alla squadra viene richiesto uno sforzo considerevole: recuperare lo smalto smarrito per strada e raggiungere la post season che, dato il calendario, può essere raggiunta solo con un tour de force di vittorie contro avversarie di livello.   


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