Brescia musei: nuove nomine


Scritto da administrator | martedì, 29 marzo, 2016


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Un'interrogazione presentata da Piaci: può il Sindaco nominare in nome e per conto di Fondazione Cab e di Camera di commercio?

Dopo l’anticipazione apparsa su due quotidiani sabato mattina (Bresciaoggi e Corsera Brescia) oggi pomeriggio l’ufficialità: in una conferenza stampa il Sindaco Del Bono ha annunciato la nomina di sei dei sette componenti del nuovo Consiglio Direttivo della Fondazione Brescia Musei (il settimo è il presidente della Fondazione ASM).
Non intendiamo entrare, almeno per ora, nel merito delle scelte. I nomi indicati possono anche far discutere, e la discussione è già iniziata con un pungente intervento di Eugenio Baresi sul Corriere del giorno di Pasqua, ma sono indubbiamente nomi autorevoli, in ambito culturale (e non).
Quello che intendiamo rilevare per ora è un problema giuridico non secondario che si può riassumere in un quesito: poteva il Sindaco nominare, oltre ai quattro componenti di sua spettanza, anche i due consiglieri la cui nomina, in base allo Statuto, spettava alla Fondazione CAB e alla Camera di commercio?
Il problema se lo è posto anche il “nostro" consigliere comunale di Piattaforma Civica, Francesco Onofri, che sabato mattina ha presentato un’interrogazione sul tema chiedendo un intervento chiarificatore del Segretario comunale dott.ssa Carmelina Barilla.
Il punto è che se anche fosse vero – come si dice – che i due enti avrebbero formalmente rinunciato al potere di nomina dei rispettivi consiglieri (potere che secondo la lettera dell’atto fondativo continua ad appartenergli, nonostante la loro ben nota e “dolorosa” fuoriuscita dalla Fondazione BSM), comunque c’è fortemente da dubitare che, in caso di rinuncia alle designazioni, il Comune di Brescia potesse appropriarsi di quel loro potere.
L’art. 25 del codice civile, in tema di fondazioni, stabilisce infatti che spetta alla “Autorità Governativa” che esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni di provvedere “alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi”. E l’impossibilità di attuare le disposizioni dell’atto fondativo sembra comprendere non soltanto il caso in cui il soggetto a cui spetta non possa esercitare il potere di nomina degli amministratori di una fondazione (ad esempio per sua morte o estinzione), ma anche quello in cui quel soggetto non lo eserciti o non voglia esercitarlo.
In base alle norme vigenti in Lombardia (art. 4, comma 33, Legge Regionale n. 1/2000) sono poi le Province gli enti cui spettano le funzioni amministrative di vigilanza e controllo sulle fondazioni che operano in tutti gli ambiti diversi da quelli sociosanitario e socio-assistenziale.
Emilio Del Bono avrebbe dovuto quindi mettersi d’accordo con il presidente della Provincia Pierluigi Mottinelli, o con l’organo dell’ente a ciò deputato, prima di annunciare i nomi dei nuovi amministratori della Fondazione, ai quali, comunque andrà a finire e quale che sarà la formazione definitiva della nuova squadra, auguriamo ovviamente buon lavoro e indirizziamo il nostro in bocca al lupo.


L'interrogazione di Francesco Onofri »

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