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Scritto da administrator | giovedì, 24 marzo, 2016


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Torna in striscia positiva il Brescia che raggiunge l'obbiettivo salvezza.

Attesa e sperata, alla fine la tanto agognata “quota 48” è stata messa a referto e questo significa una sola cosa: salvezza.
La stessa salvezza che a inizio anno per molti sembrava il solo obiettivo abbordabile vista la rosa a disposizione di Boscaglia viene invece centrata a metà marzo.
Ci permettiamo di far notare che sin dal primo articolo, datato novembre, avevamo auspicato l’attuale scenario. Non vogliamo fare i profeti del “io l’avevo detto”, bensì evidenziare come l’organico delle rondinelle sia stato notevolmente sottovalutato nel precampionato.
Certo, i molti prestiti e i tanti giovani facevano presagire un’annata da poche pretese, ma quasi tutti i baby venivano da ottime stagioni nelle Primavere di squadre di A, con presenze fisse in under 20 ed under 21. Curiosamente le ultime due partite esemplificano al meglio i vizi e le virtù che la Leonessa ha messo in mostra finora, le due facce della medaglia: cinica e spietata con le big, cosa che fa ben sperare in ottica play off, ma ingenua e discontinua contro avversari di minore caratura.
Quella contro il Crotone doveva essere una partita speciale, la partita di Gino Corioni e di tutti quelli che hanno supportato il Brescia negli anni della sua presidenza. La squadra non ha deluso le attese, rifilando un perentorio tre a zero alla capolista. I ragazzi di Juric hanno giocato i primi venti minuti a ritmi da categoria superiore facendo sfoggio delle loro abilità di palleggio contro un Brescia coperto e attento. Alla mezz’ora, prese le misure, i biancoblu hanno strappato ai calabresi il pallino del match senza più mollarlo. Unico rammarico nella festa in onore del Pres è il mancato gol di Caracciolo, che si divora a porta vuota la rete che avrebbe fatto commuovere il Rigamonti.
Passano sette giorni, la salvezza è in cassaforte e gli azzurri si presentano alla corte del Latina, impantanato nelle zone basse della classifica. Il copione è un film già visto altre volte contro le compagini di basso livello: poche idee confuse, gente che gira a vuoto in campo, avversari in vantaggio alla prima occasione. Poi, a venti minuti dalla fine, il miracolo: sentendo il fuoco che comincia a bruciare i pantaloni il Brescia si sveglia e piazza ai padroni di casa un uno due micidiale, proprio con due giocatori che fino a quel momento non ne avevano azzeccata una (Kupisz e Geijo, che finalmente ritrova il gol). Sembra tutto troppo bello e infatti al novantesimo Venuti impazzisce e smanaccia goffamente una palla innocua in area: rigore. Il pareggio finale è da mangiarsi le mani: una vittoria avrebbe issato i ragazzi al quarto posto, consentendogli di superare ben tre concorrenti per la corsa playoff. Corsa playoff che rimane apertissima, con otto squadre in cinque punti. Su dieci partite, sette saranno scontri diretti per le rondinelle. Il primo, importantissimo, sabato prossimo in casa contro il Novara. All’andata finì quattro a zero, speriamo la squadra abbia voglia di restituire il favore. Scherzi a parte, raggiunto l’obiettivo minimo, Boscaglia e ciurma possono concentrarsi sul raggiungimento della post season. Una decina di turni da giocare, alla fine dei quali sapremo se si potrà tenere acceso il minuscolo lumicino di speranza che accarezzano tutti i tifosi un po’ folli: il ritorno in Serie A.


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