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Scritto da administrator | martedì, 8 marzo, 2016


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Lanciano Brescia 1-0. Atteggiamento non sempre lucido della squadra.

Né carne né pesce. Questa colorita espressione riassume perfettamente l’andazzo delle ultime gare del Brescia e la sconfitta di sabato contro il Lanciano ne fa una sintesi puntuale.
Il responso del Biondi è impietoso e l’immagine che ne risulta è quella di una squadra in crisi d’identità, ormai probabilmente sazia per quanto fatto nella prima parte di campionato e quindi poco propensa a mettere insieme un paio di azioni degne di tale nome. Si, giusto un paio d’azioni, tanto sarebbe bastato per far bottino pieno in Abruzzo contro un avversario indubbiamente in serie positiva ma chiaramente inferiore sotto il profilo tecnico.
Invece niente, con una leziosità dietro l’altra le rondinelle si arrendono alla terzultima in classifica, tirando fuori gli artigli quando ormai non c’è più niente da fare. Né carne né pesce, appunto. La settimana scorsa su queste righe avevamo auspicato un approccio “No mercy” alla gara di Lanciano.
Ecco, gli undici schierati da Boscaglia sono invece scesi in campo con un atteggiamento poco lucido, a tratti superficiale, che ha consentito ai rossoneri di difendere senza troppo affanno e di manovrare il gioco per ampi tratti della gara. Il match sembra sorridere alla leonessa in avvio, ma manca sempre o la forza o la precisione alle conclusioni dei ragazzi. A metà primo tempo il pasticcio lo fa Minelli, “lisciando” un crossettino morbido morbido di Vitale che Ferrari non esita a deviare in gol. Dieci minuti più tardi, la seconda frittata: stavolta lo “chef” è Geijo, che a tu per tu con Cragno senza un difensore nel raggio di chilometri si inventa un improbabile dribbling che il portierone di Fiesole non esita a intercettare.
Da questo momento in poi la partita cambia, nella ripresa il Lanciano agisce bene in fase di copertura e l’assalto all’arma bianca nel finale non sortisce effetti desiderati. Si torna dunque al Rigamonti, contro la capolista Crotone: è davvero tutto da buttare quanto visto in campo al Biondi? Saremmo ingenerosi in caso di risposta affermativa. Oltre alla prova solida e senza sbavature del solito Calabresi, mai come a Lanciano chi è entrato dalla panchina ha dato l’impressione di essere sul pezzo, nonostante i pochi minuti concessi: un plauso va quindi ad Abate, pericolosissimo nel recupero con una botta dentro l’area, ma soprattutto al giovanissimo Fabio Bertoli, per mesi ai margini della rosa per i noti motivi disciplinari, è sembrato a suo agio sia nelle incursioni che nella gestione della palla. Last but not least Leonardo Morosini, autore di una prestazione forse non perfetta tatticamente ma di sicuro tra i migliori per grinta e iniziativa: giocatore ritrovato.
Pur messi in evidenza i punti di forza di questo Brescia, gli interrogativi restano parecchi: Geijo non segna, Minelli è tornato a far le bizze, i due esterni alti stanno perdendo mordente, Coly ne gioca una bene e due male. Anche Mazzitelli, le cui qualità non si discutono, quando non è in giornata rallenta terribilmente la manovra, senza spostare gli equilibri come ha più volte dimostrato di essere in grado fare. Sappiamo bene che non è simpatico sciorinare elenchi “promossi e bocciati” ma queste critiche sono figlie della consapevolezza che il gruppo di quest’anno, date anche le avversarie non formidabili, può ambire di diritto a un posto tra le prime 5/6. La serie B ci ha abituati a volate da cuore in gola, sarebbe davvero un peccato vanificare gli sforzi di un’annata per qualche punto perso su campi tutt’altro che inespugnabili. Ad ogni modo è tempo di voltare pagina, con una punta di ottimismo: visto il trend biancoazzurro fino a questo momento, affrontare la prima in classifica è paradossalmente meno insidioso rispetto a uno scontro con una piccola. L’ultima capolista che venne in gita al Rigamonti prese quattro gol…speriamo i nostri giocatori rispettino la tradizione.


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