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Scritto da administrator | giovedì, 3 marzo, 2016


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Battuti Como e Avellino, il Brescia torna a respirare.

Come un sorso d’acqua fresca nel deserto, come un respiro a pieni polmoni quando si pensava oramai di affogare. Il Brescia sfrutta al meglio il tour de force che in quattro giorni l’ha visto di scena due volte al Rigamonti facendo bottino pieno.
Due su due, sei punti per mettere definitivamente alle spalle i disastrosi risultati di gennaio e febbraio. Il primo strike è ai danni del fanalino di coda Como, superato a fatica sabato sotto una poggia insistente. Morosini apre le danze sorprendendo Scuffet (non impeccabile) grazie a una gran botta d’esterno ma gli ospiti pareggiano quasi subito con Ganz dal dischetto. Nell’occasione, il fallo in area di Coly è follia pura. Fortunatamente a metà della ripresa le cose si mettono a posto sempre grazie al “Moro”, che partendo in posizione dubbia salta il portiere e infila il due a uno. Tre sere più tardi si va di nuovo in scena. L’Avellino è una formazione ostica e la gara si combatte su ogni pallone. Il gol, l’unico di giornata, lo mette a segno Antonio Caracciolo sugli sviluppi a dir poco rocamboleschi di un calcio d’angolo. L’eroe del match è però Minelli, sostanzialmente inoperoso per tutto l’incontro ma che negli ultimi dieci minuti compie due miracoli su Mokulu, uno in tuffo e uno di piedi. Gli irpini tornano a casa a mani vuote e con qualche rimpianto: il pareggio sarebbe stato più equo. Ad essere onesti, non è che la squadra ci sia parsa poi così in forma in queste due uscite, se non altro la grinta è tornata quella di sempre, per il resto, si sa, la fortuna aiuta gli audaci. Se in generale i progressi sembrano in stand by, ci sono però singoli giocatori che hanno ingranato la marcia e ora viaggiano in corsia di sorpasso: Morosini, altalenante come pochi ma in fase di crescita, Venuti, di nuovo titolare va acquisendo personalità, Antonio Caracciolo, da indesiderato a trascinatore. Dando un’occhiata alla classifica non ci si stupisce nemmeno.

La serie B è il campionato più strano e competitivo della Penisola, dove nel giro di poche giornate puoi passare dai bassifondi alla vetta. Così capita che ai biancoblu, dopo un punto in cinque gare, bastino due vittorie per ritrovarsi a quattro lunghezze dal terzo posto. Mica male. Ovviamente vale anche l’inverso e sbagliando qualche partita di troppo ci si potrebbe improvvisamente risvegliare con l’acqua alla gola. Dunque prudenza prima di tutto, anche se a molti tifosi piacerebbe rivedere anche la sfrontatezza e soprattutto la continuità dei primi mesi. Inoltre restano un paio di spinose questioni aperte, una su tutte quella dello “sciopero” Caracciolo-Geijo, entrambi in crisi realizzativa. Manco a dirlo, se si vince l’importante è segnare, non chi segna. Tuttavia il calcio dimostra che questo tipo di questioni vanno affrontate quando si ha il vento in poppa, onde evitare di ritrovarsi in periodi di vacche magre ulteriormente gravati da problemi tattici. Comunque sia, al netto di qualche imperfezione di troppo, la squadra sembra aver mostrato la sperata reazione al buio totale di inizio 2016 e siamo sicuri che Boscaglia completerà l’opera trovando la quadratura del cerchio anche sul piano del gioco. Sabato è già tempo di trasferta, si va a Lanciano contro un avversario in lotta disperata per non retrocedere. Il motto per l’occasione lo prendiamo in prestito da un mito del basket, sua maestà Kobe Bryant: no mercy, nessuna pietà.


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