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Scritto da administrator | mercoledì, 24 febbraio, 2016


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Modena-Brescia 0-1, ancora buio per le rondinelle

Un Brescia in versione mistica riesce nell’ardua impresa di risuscitare anche il Modena terzultimo soccombendo per uno a zero al Braglia dopo una prestazione da sufficienza stentata.
I ragazzi di Boscaglia si rendono protagonisti della classica partita “né carne né pesce”, tirando due volte in porta nell’arco dei novanta minuti e concedendo alla formazione di Crespo il pallino del gioco per ampi tratti del match. L’incontro è deciso da uno sfortunato autogol di Calabresi che risulta essere comunque il più affidabile dell’intero pacchetto difensivo.
Come nelle partite precedenti, non si può imputare ai giocatori mancanza di grinta o di impegno sul campo, la cosa che però lascia sconcertati è la totale assenza di idee o assi nella manica che avevano portato la squadra ad accarezzare da vicino il terzo posto nemmeno due mesi fa.
A centrocampo Mazzitelli ci mette del suo, ma i passaggi e i cambi di gioco non sono più incisivi e decisivi come nella prima parte di stagione. Là davanti né Geijo né Caracciolo vedono più la porta, con Morosini in preoccupante involuzione e Kupisz che sembra aver prosciugato la vena realizzativa. A pensarci, viene anche da sorridere: ruolino di marcia da promozione diretta contro gli avversari più temibili e zero punti zero nelle ultime quattro di fronte ad altrettante formazioni ben lontane dalla vetta. Chi non sorride è la classifica: con l’ennesimo scivolone del 2016 il Brescia saluta momentaneamente la zona play off che rimane comunque a un punto di distanza, ma soprattutto saluta qualche certezza che si era costruito nel corso del campionato.
Eravamo abituati bene, Rigamonti imbattuto, dopo ogni (rara) sconfitta sempre una grande reazione nella partita successiva, formazione che poteva talvolta cambiare interpreti ma col risultato garantito. Nell’ultimo mese si sono perse partite contro squadre tecnicamente meno attrezzate e non certo super combattive sul campo.
Si può imputare questo calo alla stanchezza, alla confusione in campo, al rilassamento generale dovuto alla salvezza ormai ipotecata, resta il fatto che il calcio insegna che se vinci con le grandi e fatichi con le piccole, molto probabilmente appartieni a quest’ultima categoria. Noi ci rifiutiamo di crederlo, ma una seria autocritica anche da parte dei giocatori non guasterebbe: nessuno mette in discussione quanto è stato fatto fino adesso, è però sacrosanto attendersi qualcosa di più da quegli stessi ragazzi che hanno fatto sognare i tifosi da settembre a dicembre.
Sabato arriva il Como ultimo in classifica al Rigamonti e i tre punti sono d’obbligo, ricordando che il “bonus” avversari abbordabili va esaurendosi e che in meno di un mese ci si dovrà misurare con Avellino e Crotone. Dunque col passare delle giornate sulla stagione del Brescia rimane un grande punto interrogativo: sono stati troppo frettolosi quelli che si aspettavano i playoff o è effettivamente lecito aspettarsi qualcosa di più da questo organico? Mancano ancora tante partite, sarà il campo a parlare.


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