Bar Sport Brescia


Scritto da administrator | martedì, 29 dicembre, 2015


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Le ultime gare contro Bari e Ternana sorridono alla Leonessa. Si torna in campo il 16 gennaio.

Gli ultimi atti del 2015 sorridono alle rondinelle che a distanza di quattro giorni espugnano il San Nicola e mantengono inviolato il fortino Rigamonti nella gara con la Ternana. I ragazzi di Boscaglia, ormai timoniere indiscusso e beniamino della Curva, offrono due prestazioni da incorniciare contro altrettanti avversari ostici e organizzati.
Inutile presentare il Bari: team compatto, ordinato, dotato di ottime individualità, da inizio stagione dato come favorito per la promozione diretta. Nonostante il gol subito in avvio, i biancoazzurri giocano l’intera partita all’arrembaggio e allo scadere ribaltano il risultato grazie alla premiata ditta Caracciolo-Geijo (16 gol in due, mica male). Discorso diverso due giorni fa contro gli Umbri; a cambiare la partita è l’espulsione dello stesso Geijo, autore del classico fallo “da arancione” che l’arbitro Maresca, forse per rimanere in tema con le feste natalizie, ha tramutato in rosso, costringendo la Leonessa a un match di sacrificio ma non per questo avaro di occasioni. Il pareggio alla fine ci sta, resta il rammarico per un incontro che probabilmente disputato ad armi pari avrebbe restituito un esito diverso.
Due settimane di pausa attendono i calciatori della Serie B, si torna in campo sabato 16 gennaio contro un Cesena diretto avversario per la corsa playoff. Ecco, appunto, i playoff. Solo quattro mesi fa sentire un tifoso bresciano parlare di post season promozione sarebbe parsa una follia, il fantasioso pronostico di qualche inguaribile ottimista.
I presupposti, d’altronde, non lasciavano esattamente ben sperare: società appena insediata, organico smantellato, molti volti nuovi tra cui una decina di ventenni in prestito secco. Aggiungiamoci il mercato completato il 31 agosto senza nomi altisonanti (trovatemene uno che avrebbe scommesso un euro su Geijo ai blocchi di partenza) e le dichiarazioni low profile di Sagramola; i pronostici della vigilia facevano presagire l’ennesima stagione né carne né pesce per i biancoblù, costretti a rincorrere la salvezza ed arrabattarsi per evitare i temutissimi playout.
Com’è andata finora lo lasciamo dire alla classifica: +13 di distanza di sicurezza dalla “zona rossa”, + 4 sull’ ottavo posto. Da non credere, eppure è così. Perché Boscaglia, vecchia volpe sicula che sa alternare con maestria gioco ruvido a calcio champagne, ha lavorato a lungo sulla tempra e sul carattere di un gruppo che mai, e dico mai, nel corso del girone d’andata ha dato segnali di cedimento psicologico.
Sempre uniti, sempre sul pezzo, pronti a reagire anche dopo alcune dolorose batoste. Il Brescia vanta l’organico più giovane del campionato, ciononostante dopo le prime partite di assestamento, gioca da grande squadra, che non si nasconde e non ha paura di prendere l’iniziativa ma fa la partita, prova, sbaglia, riprova, vince. Così capita di vedere un Cagliari idolatrato dai media e superfavorito per la vittoria del campionato soccombere 4 0 al Rigamonti, un Crotone primo in classifica rosicchiare un misero punticino tra le mura amiche, un Bari schiacciasassi e imbattuto in casa perdere al San Nicola, con Racine Coly che gioca esterno d’attacco fino al 49° del secondo tempo, perché le provinciali fanno catenaccio e aggiungono un difensore, le favorite cercano il gol della sicurezza.
Questo entusiasmo non deve ovviamente allontanare l’ambiente dall’umiltà egregiamente espressa in campo dai giocatori, sarebbe pericoloso oltre che stupido; è però legittimo alzare l’asticella in un torneo dove al vertice tutti possono battere tutti. La direzione presa è quella giusta e l’allenatore ha già dimostrato di avere in mano i suoi ragazzi. Conforta anche pensare che riavvolgendo il nastro 365 giorni fa, le maggiori preoccupazioni del tifoso bresciano non erano legate alla classifica ma ai bonifici bancari e ai punti di penalità, ora che l’attenzione è rivolta al campo e non ai comunicati degli istituti di credito, anche solo la salvezza tranquilla sarebbe grasso che cola.
Dicembre è agli sgoccioli, bussa alla porta il calciomercato. Per la prima volta dopo anni non si sentono discorsi su cessioni obbligate o saldi di fine stagione per pagare gli stipendi: forse l’aria in via Bazoli è davvero cambiata.  


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