Race for Cure a Brescia


Scritto da administrator | lunedì, 19 ottobre, 2015


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Francesco Onofri ha corso domenica mattina. Ecco le sue impressioni.

È stato bello domenica mattina esserci a correre per le vie della città.
La pioggia non ha rovinato la festa.
Un’ottima organizzazione e il modo tutto bresciano di scaldarsi per una finalità benefica - la ricerca e l’aiuto a favore di chi soffre o ha sofferto di tumore al seno e per la prevenzione - hanno assicurato il successo.
Due chilometri a piedi o cinque chilometri di corsa, con passaggio in castello, sono stati una fatica sana.
L’ho fatta volentieri, con altri 6300 iscritti, bresciani e non bresciani. Complimenti e grazie a chi ci ha pensato, ha organizzato, lavorato, partecipato (e fotografato).
E prima di augurare l’arrivederci alla prossima edizione, vi giro la domanda di un cittadino che mi ha fermato all’arrivo, e mentre avevo ancora il fiatone mi ha chiesto: “Una città che si alza presto e corre tutta insieme per una causa comune. Un palco delle autorità dove ci sono sindaco, vicesindaco e una consigliere capogruppo di minoranza che sostengono la stessa iniziativa. Il modello è replicabile? La città vi guarda, soprattutto quella che non corre tanto veloce”.
Prima che gli potessi rispondere qualcosa che non fosse né retorico, né autoassolutorio, la risposta me l’ha data e se l‘è data da solo. Suonava più o meno così: “Lavorare insieme per obiettivi comuni in una città è una cosa buona. Ma come nella ricerca scientifica e nella raccolta di fondi, così anche in politica, chi ha più potere di fare cose buone, più le deve fare. Se non le fa è perché non vuole”.

Francesco Onofri

 


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