Corsera su a2a: tre smentite


Scritto da admin | venerdì, 1 maggio, 2015


Vota Articolo:
1 Voti



Francesco Onofri interviene per rettificare quanto pubblicato dal Corriere della Sera Brescia.

Normalmente non chiedo rettifiche ai giornali, né intervengo per fare precisazioni.
Ma la partita di A2A è troppo importante per lasciare che i miei pensieri e le mie parole siano travisati.

Mi riferisco all’articolo sul Corriere della sera di Brescia di oggi, 1 maggio 2015, pag. 3, a firma di Vittorio Cerdelli, a smentita del quale dico:


1) non sono affatto sussultato sulla sedia quando ieri il prof. Valotti, nel presentare il piano industriale di A2A, ha detto che dobbiamo scordarci la vecchia e gloriosa ASM. Nessun sussulto. Lo penso e l’avrei detto anche io. La nostra proposta (vedi qui) è semplicemente di mettere in un contenitore del Comune al 51% i beni pubblici inderogabili della città (reti e impianti dei servizi locali) e lasciarli in gestione per moltissimi anni ad A2A, socia al 49% di quel contenitore, in cambio di un affitto certo che calmerebbe la nostra fame di dividendi, e senza più avere patemi se per disgrazia o per scelta dovessimo perdere il controllo della società madre; potrebbe essere anche uno schema per aggregare ad A2A le aziende di altri comuni, oggi certamente spaventati di far la fine del “pesce piccolo” nella pancia del “pesce grosso”;


2) non capisco perché dovrebbe essere una “sorpresa” il mio giudizio positivo sul piano industriale di A2A, quasi fosse pronosticabile il contrario; premesso che faccio l’avvocato e non il manager di società quotate, e premesso che le slide di ieri sera sono una sintesi di centinaia di pagine che non conosciamo, non solo ritengo che la proposta di minoranza sia compatibile con quel piano, ma inoltre nel nostro stesso documento le “mani” di A2A, la sua capacità di gestione delle reti e del comparto ambientale sono state definite “ottime”; Valotti, Camerano e Comboni sono un vertice di grande valore e la loro nomina un atto positivo e importante;


3) non ho nessuna perplessità sui tagli al termoelettrico da parte di A2A: chiunque capisce che un eccesso di centrali obsolete comporta la scelta obbligata di dismetterle e riconvertirle in fretta. La mia perplessità è che, nonostante i doverosi e rilevanti costi di riconversione di quel patrimonio e la mole degli investimenti, A2A si dichiari in grado di distribuire da subito e stabilmente dividendi – ovviamente traendoli da risultati utili e non più da riserve - come e più che negli ultimi anni, con l’obiettivo di raddoppiarli nel 2019; visti i precedenti, e letti i bilanci in affanno dei due Comuni, viene il dubbio che i sindaci abbiano “alzato la voce” sul punto; con la speranza di essere smentito dai fatti che vada tutto bene; più investimenti urgenti, più profitti immediati, più dividendi per tutti: come non essere d’accordo?

Francesco Onofri

 


Commenti