Le occasioni che fanno crescere


Scritto da admin | lunedì, 19 gennaio, 2015


Vota Articolo:
5 Voti



Sabato mattina la Consulta dell’ambiente di Brescia ha organizzato un convegno sul futuro del Parco delle Colline. PiaCi era presente.

Sabato mattina La Consulta dell’ambiente di Brescia, sotto la guida dell’Avv. Garbarino, ha organizzato un convegno sul futuro del Parco delle Colline, che comprende vastissime aree del Comune di Brescia, dalla Maddalena, alla valle di Mompiano, a quella di Sant’Anna, fino al centro storico della città con la colline del Castello.
E’ stato un convegno di grandissimo interesse, e ringraziamo la Consulta dell’Ambiente per la sua organizzazione e per la scelta dei relatori, tutti di grande spessore. Una di quelle occasioni cui Piattaforma non poteva mancare.
Non possiamo citare tutti i relatori, e quindi preferiamo concentrare l’attenzione su quelli che meglio hanno espresso concetti e idee innovative. Molto positiva, ad esempio, è stata la proposta dell’Assessore all’Ambiente Fondra di superare l’attuale statuto per creare una gestione più partecipata. In concreto, per questo scopo, propone la costituzione di una Fondazione di Partecipazione per l’Ambiente. Ciò consentirebbe la formazione di una rete di gestione più larga, che includa sia le amministrazioni che i portatori di interesse, consentendo una base di contribuzione molto più larga di quella asfittica legata ai soli finanziamenti pubblici attuali. Lo scorso anno il Parco ha presentato (dati 2014) un bilancio di 227.000 €, chiaramente insufficiente.
Uno dei problemi maggiori del Parco è che (sembra inconcepibile ma è così) ciascuna amministrazione non recepisce necessariamente le norme del parco se non per le linee generali di indirizzo, né adegua e omogeneizza il proprio regolamento edilizio a quello dei comuni contermini aderenti al medesimo parco. Per fare un esempio banale il comune A può consentire un certo tipo di recinzione dei terreni ed il comune B confinante un altro tipo del tutto diverso o non imporre alcun criterio estetico o funzionale. Un altro grande problema è l’assenza nei PGT di ciascun comune della adozione della rete dei sentieri e dei passaggi previsti dalle carte del Parco, esponendo gli stessi al rischio di comportamenti scorretti (come chiusure illegittime) da parte dei proprietari delle aree su cui insistono.
L’intervento che più ha entusiasmato l’affollata platea è stato quello del Professor Ferlinghetti dell’Università di Bergamo, che ci ha, con grande nostra “invidia” ma anche grande ammirazione, illustrato il percorso culturale (prima ancora che amministrativo) e partecipativo che ha condotto Bergamo ed i comuni vicini a creare un Parco non “contro” la città ma un parco “della” città, basato sulla consapevolezza della storia della città stessa e del suo territorio come frutto di una medesima vicenda umana.
Da tale consapevolezza è nato un parco in cui la qualità dell’ambiente di vita è significativamente migliorata, in cui le attività produttive (sono nate, ad esempio, 10 nuove aziende agricole solo nella città di Bergamo) si integrano con quelle ricettive (più di 200 nuovi Bed&breakfast) , dove due “greenway” (chiamiamole pure piste ciclopedonali) fungono da asse portante e percorso di attraversamento del Parco. Tutto ciò è stato possibile solo per la lungimiranza delle amministrazioni che hanno coinvolto in modo attivo tutta la cittadinanza.
Abbiamo percepito nelle parole del Prof. Ferlinghetti grande passione, competenza, amore per la propria terra, intraprendenza e coraggio. Abbiamo percepito gli stessi sentimenti in molti dei bresciani che sono intervenuti (da Angela Paparazzo a Stefano Armiraglio, da Marcello Scutra a Marcello Pelizzari); vorremmo vederli anche nelle azioni e negli atti dell’Assessore all’Urbanistica Tiboni e del Sindaco Del Bono. Non bastano più enunciati generici e spesso privi di contenuti sulla riduzione del consumo di suolo e sulla riqualificazione ambientale: hanno ora disposizione la straordinaria occasione della variante generale al PGT per dare al territorio grandi opportunità.
Spesso, con una piccola dose di coraggio, può essere sufficiente copiare dai vicini, che hanno già efficacemente provveduto.

(di Agostino Pasquali Coluzzi)

Commenti