Verso le assemblee pubbliche


Scritto da admin | lunedì, 3 novembre, 2014


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Continua la marcia di avvicinamento alle elezioni per i Consigli di quartiere. Il punto della situazione e una replica a Claudio Bragaglio

Ormai dovrebbe saperlo ogni cittadino, per aver ricevuto via posta una missiva del Comune: la prossima settimana si terranno le Assemblee pubbliche per la presentazione e la raccolta delle candidature ai Consigli di quartiere.
Questo il calendario:
10 novembre: assemblee dei quartieri della Zona Nord
11 novembre: assemblee dei quartieri della Zona Ovest
12 novembre: assemblee dei quartieri della Zona Centro
13 novembre: assemblee dei quartieri della Zona Sud
14 novembre: assemblee dei quartieri della Zona Est

Se il calendario è certo, meno lo sono le regole secondo cui svolgeranno suddette assemblee.
Sempre per la serie Sogno e realtà, venerdì 31 ottobre si è svolta un’altra Commissione Decentramento senza risvolti pratici, nonostante l’altisonante ordine del giorno (Modalita' di svolgimento delle Assemblee di quartiere finalizzate alla raccolta delle candidature).
Di concreto poco o nulla si è saputo e, soprattutto, nulla è stato oggetto di condivisione tra maggioranza e opposizione.
Atteso che parteciperanno a ogni singola assemblea un funzionario del Comune e due Consiglieri comunali, uno di maggioranza e uno di opposizione, si presume che il funzionario avrà un vademecum per gestire le assemblee, in cui un povero malcapitato Presidente, scelto tra i presenti, avrà l’onere e l’onore di districarsi tra le candidature, avendo come unica traccia a sua disposizione (per ora) solo l’articolo 9 del Regolamento.
La domanda fatidica è: ma aspetteremo fino all’alba che si raggiunga il numero minimo di candidature oppure, a una certa ora, il funzionario del Comune se ne va e il Consiglio di quartiere muore ancora prima di nascere? Ci baseremo sull’esperienza dei più malcapitati di tutti, cioè i cittadini della Zona Nord, i primi a svolgere le Assemblee?
La disinvoltura con cui si trascurano aspetti di una certa rilevanza, non solo pratica, ma soprattutto politica, è stupefacente.
Per non sembrare dei sabotatori e incorrere negli strali del Bragaglio di turno, last but not least ribadiamo, come ha già dichiarato Francesco Onofri in commissione, che Piattaforma sosterrà attivamente lo svolgimento delle Assemblee e delle operazioni di scelta dei candidati, tra i quali anche molti cittadini nostri simpatizzanti che hanno già risposto alla chiamata per la costruzione di laboratori civici. Appuntamento dunque alle Assemblee!

*  *  *

Detto questo una piccola risposta a Claudio Bragaglio, scrupoloso e attento in una lettera al Giornale di Brescia nel ripercorrere gli altrui andirivieni e nel supporre teatrali manfrine nelle fila della minoranza. La lettera è di qualche giorno fa e la potete vedere qui (dal Giornale di Brescia)
Gli chiediamo di leggere con attenzione la lettera indirizzata dai gruppi dell'opposizione al Segretario generale.
In quella lettera si chiedeva alla dott.ssa Barilla semplicemente e pacatamente un parere sulla natura del termine deliberato dal consiglio comunale per lo svolgimento della elezioni per i consigli di quartiere senza prospettare invalidità.
Ma soprattutto - Bragaglio però non dice nulla sul punto - in quella lettera si denunciava una palese violazione delle competenze del consiglio comunale.
La Giunta infatti durante l'estate aveva ridisegnato i confini dei quartieri di Mompiano e di San Rocchino, mentre il Testo Unico del enti locali affida al consiglio comunale il potere di istituire  gli organi del decentramento. Ne abbiamo scritto il 21 ottobre (vedi qui)
E miglior prova dell'abuso è nel fatto che la Giunta dopo la segnalazione della minoranza - fatta già verbalmente in commissione e al Segretario generale ai primi di ottobre - ha fatto marcia indietro in fretta e furia, deliberando di tornare ai confini deliberati nel consiglio di fine luglio.
E se le modifiche al quartiere di Mompiano erano ragionevoli (Via Schivardi con Mompiano e non con San Rocchino), perché rinunciarvi e non convocare invece d'urgenza un consiglio comunale come aveva suggerito il consigliere Onofri? Che auspicava anche che quel consiglio potesse essere occasione di una qualche pur minima concessione alle posizioni di quella parte importante della minoranza che - diversamente da Piattaforma Civica - ha annunciato che boicotterà queste elezioni proprio per la rigidità e i modi autoritari della maggioranza su questa partita? Dov'è finita la tanto predicata arte della politica come mediazione?
Lo sa Bragaglio che ci sono città governate dal centro sinistra in cui per i consigli di quartiere non votano né gli stranieri, né i sedicenni e in cui si sono liste plurime e non un'unica lista, e altre in cui quei consigli non ci sono nemmeno, e che quindi non esistono in questa materia valori "non negoziabili"?
Questo passaggio, politicamente molto significativo - perché attesta una contraddittoria incapacità della maggioranza di costruire in modo condiviso e partecipato (e finanche rispettoso della legge) il sistema della condivisione e della partecipazione in città - è sfuggito all'attento osservatore. O erano i suoi suggeritori dalla buca ad essere distratti?


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