Sogno e realtà


Scritto da admin | mercoledì, 29 ottobre, 2014


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Alcune considerazioni sulla commissione lavori pubblici del 29 ottobre, che dividiamo in due brevi capitoli

LA COMMISSIONE CHE VORREMMO
Ogni commissione (e ce ne sono una o due la settimana) costa ai cittadini circa 1.000 €.
Vorremmo delle commissioni che tengano sempre in grande considerazione il fatto che i commissari vengono pagati per il lavoro che svolgono.
Vorremmo delle commissioni con ordine del giorno che includa un numero sufficiente di argomenti da giustificare il tempo impiegato e la spesa sostenuta.
Vorremmo delle commissioni in cui il presidente sia a conoscenza degli argomenti da trattare e ne sia informato, sappia condurre i lavori con professionalità, conosca i regolamenti, li faccia rispettare e, soprattutto, si faccia rispettare.
Vorremmo delle commissioni in cui tutti a tutti i commissari siano forniti con il necessario anticipo i documenti utili alla discussione (progetti, delibere, ecc…).
Vorremmo delle commissioni in cui i tecnici chiamati a illustrare i progetti e le proposte si siano preparati adeguatamente e sappiano essere esaustivi e chiari.
Vorremmo delle commissioni durante le quali la discussione sui vari argomenti proceda in modo regolare e rispettoso delle reciproche posizioni.
Vorremmo delle commissioni in cui la maggioranza accoglie le critiche ed i suggerimenti dell’opposizione con spirito costruttivo.
Vorremmo delle commissioni in cui la minoranza critica o approva o suggerisce modifiche con il medesimo spirito costruttivo.
Il tutto sempre e soprattutto per il rispetto che i commissari devono ai cittadini che li pagano per il lavoro che svolgono.

 

LA COMMISSIONE CHE ABBIAMO
Anche la commissione Lavori pubblici del 29 ottobre ci è costata circa 1.000 €, per una oretta e mezza scarsa di lavoro, per usare un eufemismo.
L’ordine del giorno riguardava l’aggiornamento su alcuni lavori pubblici (quarta cella del Capitolium, ciclabile di via valle Camonica, Teatro romano, area vicina al Duomo Vecchio) e accordo con l’associazione Speleologica Bresciana per la manutenzione delle mura del Castello.
Il presidente della commissione Cantoni ha annunciato che l’Assessore Muchetti sarebbe rimasto pochi minuti a causa di altri impegni, contrariamente a quanto previsto dalla lettera di convocazione. A tale annuncio Maione di Forza Italia ha manifestato tutto il suo disappunto, parlando di mancanza di rispetto e chiedendo il rinvio della commissione.
La relazione sui lavori di via valle Camonica dell’Ing. Baronchelli è stata sufficientemente esaustiva, ma nulla di più di quanto già si sapesse dai giornali.
La relazione sulla quarta cella nulla ha aggiunto a quanto già abbondantemente scritto sui giornali, con proiezione di render già visti.
Dei lavori sull’area esterna del Duomo Vecchio è stato solo detto che ci sono problemi di umidità, ma il progetto non è ancora stato redatto e nulla di più è stato detto.
L’accordo con l’Associazione Speleologica è stato liquidato in tre minuti, senza fornire alcun documento o dettaglio.
Durante tutta la durata della Commissione vi sono stati aspri battibecchi (incomprensibili per la gara in corso a chi alzava di più la voce) fra Capra, Gallizioli, Maione.
Sull’ordine del giorno? No, sulle responsabilità del debito della metropolitana, sui progetti passati, sulle responsabilità di atti di alcuni lustri fa.
Il presidente di Commissione Cantoni si è dimostrato inadatto a condurre i lavori e a sedare la rissa.
Apprezzabili i tentativi di riportare la discussione entro termini civili di Gamba, Onofri, Ferrari.
Alcune richieste della minoranza sono state liquidate in modo sbrigativo ed irrispettoso, chiudendo in tronco la commissione e non accettando richieste di verbalizzazione e votazioni, che apparivano legittime.
Questa è la commissione che abbiamo avuto oggi: uno spettacolo che anche un esponente della maggioranza ha definito indecoroso (ringraziando il fatto che fossero presenti pochi cittadini a godersi simile spettacolo).
Non vogliamo fare i bacchettoni, ma raramente abbiamo assistito ad un simile spreco di tempo, a pagamento. È necessaria maggiore serietà e professionalità nel gestire la cosa pubblica. Non si chiedono cose straordinarie: solo un po’ più di rispetto verso i cittadini e verso i loro rappresentanti.
Sarebbe un segnale se i commissari rinunciassero per una volta al loro rimborso, dopo la gazzarra messa in scena, magari scusandosi per un comportamento poco consono al ruolo che ricoprono.

apc

 


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