Osservatorio Stazione


Scritto da administrator | martedì, 4 ottobre, 2016


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La lettera di un Consigliere di quartiere riapre il dibattito sui problemi irrisolti nella zona più difficile di Brescia.

Il Corriere della Sera ha sempre riservato una particolare attenzione al tema della Stazione, la scorsa estate un articolo di Lilina Golia venne accompagnato da un reportage fotografico che attirò l'attenzione di molti per la crudezza delle immagini (vedi foto)
In questi giorni il Corriere è tornato sul tema, in particolare Massimo Tedeschi nella rubrica Detto tra noi, chiedeva che i consigli di quartiere facessero sentire la loro voce.
Il Consigliere di quartiere Tiziana Cherubini risponde alla sollecitazione di Massimo Tedeschi.
La lunga lettera che riportiamo volentieri fa capire anche che il lavoro dei Consigli di quaertiere non sempre ha la visibilità che merita.
Per questo motivo e perché il problema Stazione ci sta a cuore, riportiamo integralmente la lettera.

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Gentile Massimo Tedeschi,
dopo aver letto la Sua risposta al signor Carlo Martello apparsa oggi sulle pagine bresciane del “Corriere della Sera” e nella quale conclude dicendo che “i Consigli di Quartiere se ci sono battano un colpo”, mi sento in un certo senso chiamata in causa.

Sono consigliere di quartiere nel CdQ “Don Bosco”, sono residente in via Sostegno e sono fra coloro che hanno sempre fatto parte attiva del “Comitato di via Sostegno”. Detto ciò preciso che ciò che segue è scritto a titolo personale.
Una piccola ma fondamentale premessa va fatta: l’area della stazione è suddivisa fra ben tre Consigli di Quartiere: “Centro Storico Sud” fino all’ingresso della stazione; “Lamarmora” con i confini per la parte nord della via Sostegno, mentre il confine ovest è dato all’incirca fra la parte est di via Corfù comprendendo tutta la zona degradata fra via Sostegno, via Sardegna fino al cavalcavia Kennedy; infine, “Don Bosco” con la parte sud di via Sostegno fino all’angolo di via Privata de Vitalis e poi (circa) la parte ovest di via Corfù fino a via Cefalonia.
In mezzo alla zona che comprende i tre quartieri c’è la proprietà FS che, non dimentichiamo, è privata. Le posso garantire che il problema della sicurezza e del degrado è stato affrontato più volte sia dai tre Consigli di Quartiere in modo congiunto, sia dal mio CdQ con un lavoro fatto sulla sicurezza nel quartiere, poi discusso meno di un mese fa con l’Assessore Muchetti e il Commissario Capo Natoli per quanto riguarda la sicurezza (richiesta di maggior passaggio di pattuglie, di telecamere, di nucleo misto a piedi per controlli, chiusura anticipata dei parchi malfrequentati, maggiore incisività nei controlli alle persone ecc). Del problema dei senzatetto, degli extracomunitari, dei tossici, dgli spacciatori e della umanità derelitta che gira nella parte sud della stazione ne abbiamo parlato più volte con l’assessore Fenaroli, l’ultima volta alla fine di agosto. Venne pubblicata una mia Lettera al direttore sul problema dei senzatetto quando venne chiusa la stazione di notte (oltre un anno fa), ed in detto scritto analizzavo le problematiche che sarebbero insorte, facevo presente che la parte sud della stazione ne sarebbe stata coivolta più ancora di quella nord (noi, in fondo, con la cesura dei binari, siamo sempre stati considerati e trattati come parte periferica rispetto al centro cittadino).
Il sig. Emanuele Formosa, anch’esso consigliere del Cdq “Don Bosco”, più volte è stato pubblicato con Lettere al direttore che trattavano il problema della stazione. Nel nostro quartiere vi è la Parrocchia di Santa Maria in Silva il cui parroco, don Fabio Corazzina, si è sempre speso e si spende per tutte le problematiche che investono la zona stazione.
Come membro del “Comitato di via Sostegno”, nato ben prima dei Consigli di Quartiere, ci si è sempre interessati ed abbiamo fatto sentire la nostra voce per quanto riguarda la riqualificazione della via Sostegno/via Sardegna, opponendoci all’arrivo delle corriere nella via Sostegno (che la chiamino autostazione o stalli poco ci è sempre importato), perché abbiamo sempre ritenuto che non fosse il modo migliore per riqualificare la zona.; per inciso, sia le osservazioni presentate più volte e anche al PGT sono state elaborate e presentate per il Comitato a nome di mio marito, che é ingegnere. Voglio dirLe anche che del Comitato fanno parte anche consiglieri dei CdQ Lamarmora, Don Bosco e Centro Storico Sud.
Come cittadina, essendo nella condizione di poter controllare il viavai di gente dal vecchio sottopasso di Via Sostegno, mi sono sempre attivata per segnalare, avvisare, porre i problemi che sorgevano sia presso l’amministrazione comunale, alle Forze dell’ordine ed anche sui social network.
Le faccio solo un esempio che però le potrà chiarire i risultati ottenuti: nell’ex hotel della stazione di via Sostegno, che da quando è abbandonato è rifugio di senzatetto, esistono molti problemi già da me segnalati a più soggetti ma non ho ancora capito chi sia l’interlocutore principale (non è FS). Proprio questa settimana per qualche ora sono stata felice perché finalmente delle persone hanno ripulito tutto lo sporco accumulato in anni dai senzatetto: tagliavano le erbacce, smantellavano le baracche e, insomma, stavano ripulendo e accatastando tutto lo sporco contro la ringhiera che confina col marciapiedi di via Sostegno. Nel pomeriggio mi avvisavano che era presente una folta delegazione che controllava gli scavi nel vecchio sottopasso della stazione, probabilmente funzionari FS. Ebbene, sparita la delegazione non sono più ricomparsi coloro che stavano pulendo e probabilmente lo sporco resterà lì fino a quando arriverà una nuova delegazione, ma intanto una baracca/rifugio è già stata ricostruita attingendo al materiale accatastato. Nel frattempo le pantegane sono così grosse che, nonostante sia stato aumentato il numero di trappole, difficilmente ci sarà un risultato. I topi nelle trappole non ci passano perché sono troppo grossi per entrarci.
Concludo dicendo che come cittadina, come parte del “Comitato di Via Sostegno” e come consigliere del CdQ “don Bosco” (che peraltro ancora oggi parte dei bresciani, almeno di quelli che sanno dell’esistenza dei Consigli di Quartiere, non hanno ancora capito che il Consiglio di Quartiere non è un comitato, che non ci sono più le Circoscrizioni e che non abbiamo soldi e non siamo pagati), ho cercato di fare e di usare le mie energie e la mia voce per migliorare la situazione che riguarda tutti.
Di risultati, a dire il vero, ne ho visti pochi rispetto alle energie che ho utilizzato per ottenere qualcosa. Posso fare di più? Sicuramente, ma la domanda che pongo a Lei è: mi dica come. Ma tenga presente che parlare con FS è difficile, quasi impossibile, e che anche l’Amministrazione Comunale ha le sue pecche nel senso che spesso i tempi di reazione alle nostre istanze sono lunghi (anche solo per avere una risposta, figurarsi per un intervento concreto!), ci si sente dire che non ci sono soldi ecc. ecc. ecc. Quello che i CdQ possono fare é di deliberare proposte da sottoporre all’Amministrazione Comunale, ma essi non possono assolutamente poi agire concretamente in maniera autonoma in assenza di un intervento diretto o quantomeno di un’autorizzazione del Comune. Nel Suo articolo pubblicato stamani Ella dice correttamente che servirebbero strumenti di controllo e di pressione. Credo di averLe dimostrato che i CdQ, hanno esercitato costantemente queste azioni di pressione e di controllo, e continueranno a farlo, ma la soluzione concreta non puó, per loro natura, provenire dai CdQ.
La ringrazio dell’attenzione e del tempo dedicati a questo mio scritto. Le porgo saluti cordiali, e mi dichiaro disponibile ad un incontro per chiarire ancora meglio la situatione, e per un proficuo scambio di idee.

Tiziana Cherubini.

 


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